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Intervento in difesa di Israele all'Onu del Principe Verde, figlio di Hamas (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)
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Israele si prepara a ogni tipo di attacco da parte dei terroristi di Hezbollah (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)
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Shalom Rassegna Stampa
12.10.2017 Perché Hamas e Hezbollah sono terroristi
Analisi di Ugo Volli, che risponde a un lettore

Testata: Shalom
Data: 12 ottobre 2017
Pagina: 12
Autore: Ugo Volli
Titolo: «Non basta fare politica per accreditarsi come interlocutori di pace»
Riprendiamo da SHALOM di settembre 2017, a pag. 12, con il titolo "Il Non basta fare politica per accreditarsi come interlocutori di pace", la risposta di Ugo Volli alla lettera di Aureliano Dominici.


Ugo Volli

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Benjamin Netanyahu indica Israele sulla mappa del Medio Oriente

Mi è capitato di leggere l'articolo di Ugo Volli sull'attuale stato di incertezza che grava sul Vicino Oriente. A parte alcuni spunti interessanti, mi hanno sfavorevolmente colpito alcuni passaggi a dir poco sconcertanti. Innanzitutto, perché continuare a definire "terroristi" gruppi come Hamas e Hezbollah, ben sapendo l'estensore dell'articolo che tali non sono? E non mi si dica perché secondo Usa, Ue e allineati vari così vengono considerati, quando per almeno altri 150 Stati, appartenenti all'Onu, tali non sono, se vogliamo essere onesti. Perché ignorare che i combattenti di Hezbollah, fra i quali militano parecchi cristiani, stanno dando un contributo notevole, anche in termini di vite umane, alla lotta contro il mostro islamista che ha aggredito Iraq e Siria? Perché non accennare mai agli aiuti che Israele da anni concede ai ribelli (?) anti Assad, come testimoniato da innumerevoli fonti, americane in primis? Perché mai accennare al famoso piano israeliano di divisione della Siria in vari staterelli su base etnica e confessionale al fine di depotenziare una possibile minaccia ai confini dello stato ebraico? Perché i regimi arabi di ispirazione nasseriana, sicuramente migliori sotto ogni punto di vista dei retrogradi e reazionari stati del Golfo, danno così fastidio ad Israele e, di rimando, ai suoi vassalli Usa ed europei? Immagino già che, cestinando questa mia, mi verranno appioppati i consueti epiteti di ecc. ecc. So che è così e ormai me ne faccio una ragione. Resto dell'avviso, comunque, che uno sforzo anche da parte Vs. di recepire le posizioni di dissenso, potrebbe portare un contributo notevole a riaprire la strada del dialogo e del confronto civile, disinnescando le gravi minacce incombenti.

Aureliano Dominici

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Terroristi palestinesi

Questa è una lettera ricevuta da “Shalom” a proposito del mio ultimo articolo. Non conosco l’autore della lettera, ma è chiaro che sono in totale dissenso dalle sue idee antisraeliane e antiamericane. Parlare di “vassalli Usa e europei” di Israele mi sembra grottesco, com’è ridicolo definire stragisti e torturatori come gli Assad e a suo tempo Saddam Hussein “ regimi arabi di ispirazione nasseriana, sicuramente migliori sotto ogni punto di vista dei retrogradi e reazionari stati del Golfo”. Il “famoso (?) piano israeliano di divisione della Siria in vari staterelli su base etnica e confessionale al fine di depotenziare una possibile minaccia ai confini dello stato ebraico” non è mai esistito se non nelle speculazioni dei nemici e nelle speranze di alcuni commentatori. Israele si è sempre astenuto dall’intervenire attivamente nella guerra civile siriana se non per autodifesa, rispondendo ai tiri di artiglieria e di missili che arrivano sul suo territorio e cercando di impedire con misurati interventi aerei il rifornimento di armi avanzati a un nemico aperto come Hezbollah. Il tono generale di questa lettera, assai propagandistico, è molto chiaramente anti-israeliano se non peggio. Non meriterebbe una risposta. Ritengo però importante chiarire una questione generale che viene sollevata, quella del terrorismo; e quindi ho chiesto alla direzione del giornale di poter usare il mio spazio tradizionale per rispondere. Perché diciamo che Hamas e Hezbollah sono terroristi, anche se qualche stato aderente all’Onu (per esempio la Siria, l’Iran, il Qatar, immagino) non li considerano tali? Semplice, perché lo sono.

Che cos’è il terrorismo? Grazie al sabotaggio dei paesi arabi e comunisti non è mai stata approvata la convenzione internazionale sul terrorismo su cui le organizzazioni internazionali hanno molto lavorato. Dal 1987 però vi è una definizione legale americana (Title 22 Chapter 38 U.S. Code § 2656f ) che lo qualifica come “violenza premeditata e politicamente motivata che viene esercitata su obiettivi non combattenti da gruppi sub-statali o clandestini”; vi è anche una definizione europea, anch’essa di epoca abbastanza lontana da non essere condizionata dalle discussioni attuali (2001: 2001/931/PESC) dove si parla di “ atti intenzionali, previsti dalle legislazioni nazionali come reato, che data la loro natura o il contesto possono seriamente danneggiare uno Stato o un'organizzazione internazionale, e sono commessi con il proposito di: intimidire seriamente la popolazione; costringere indebitamente i poteri pubblici o un'organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto; destabilizzare gravemente o distruggere le strutture politiche, costituzionali, economiche o sociali fondamentali di un Paese o di un'organizzazione internazionale.” Ancora prima, nel 1937, la Società delle Nazioni parlava di "fatti criminali diretti contro lo Stato in cui lo scopo è di provocare terrore nella popolazione o in gruppi di persone." Cito ancora un paio di dizionari. Per il Sabatini Colletti il terrorismo è “modalità di lotta politica basata su atti di violenza indiscriminati (attentati, sabotaggi ecc.)”, per la Treccani “l’uso di violenza illegittima, finalizzata a incutere terrore nei membri di una collettività organizzata e a destabilizzarne o restaurarne l’ordine, mediante azioni quali attentati, rapimenti, dirottamenti di aerei e simili”, per il dizionario online di Repubblica “Metodo di lotta violenta, adottato da una fazione politica, da gruppi o movimenti di guerriglia, per abbattere un regime, un governo con atti di violenza destinati, oltre che a colpire gli avversari, a creare tensione e insicurezza tra la popolazione” Bene, secondo tutti questi criteri le azioni di Hamas e di Hezbollah sono chiaramente terroriste. Oltre agli attentati del 1983 in Libano contro le forze armate francesi e americane della forza di pace, che provocarono quasi 500 vittime, Hezbollah è stato coinvolto nelle bombe all’ambasciata di Israele e al centro sociale ebraico di Buones Aires che fece un centinaio di morti (1992-1994), in quello di Brgas (Bulgaria) che fece 8 vittime fra turisti israeliani (2012) e numerosi altri tentativi di uccidere turisti israeliani scoperti dalle autorità, per esempio in Thailandia e a Cipro, per non parlare delle violenze in Israele e ai confini con il Libano.

Hamas ha tirato migliaia di razzi sulla popolazione civile delle città israeliane, ha sostenuto, organizzato, eseguito centinaia di omicidi e rapimenti di civili e militari israeliani, ma anche di militanti palestinesi di altre organizzazioni, pubblica continuamente esortazioni con manifesti, video, discorsi, manifestazioni, a compiere questi crimini, ha come obiettivo dichiarato nel suo statuto (http://www.cesnur.org/2004/statuto_hamas.htm, art. 7) il genocidio di tutti gli ebrei di Israele e possibilmente di tutto il mondo). Di solito si risponde a queste osservazioni non negando i fatti, che sono rivendicati dalle organizzazioni stesse, ma dicendo che essi sono “resistenza” e non “terrorismo”. Ma la Resistenza (quella con la maiuscola, contro il nazismo) non avrebbe mai rapito degli studenti tedeschi, ucciso bambine di dodici anni, sterminato famiglie anziane che cenavano a casa loro, messo bombe su bus di civili, per citare solo alcuni fatti rivendicati da Hamas. Anche gli episodi più discussi (secondo me ingiustamente) come l’attentato di Via Rasella a Roma cui i nazifascisti risposero con le Fosser Ardeatine, avevano come obiettivo militari in servizio. Così l’attentato del 1946 all’Hotel King David, sede del comando inglese, perpetuato dai gruppi Lehi e Irgun, condannato da Ben Gurion. E certamente non vi rientrano le pur dolorose “perdite collaterali” che le tutte operazioni militari degli eserciti regolari provocano involontariamente nella popolazione civile. Perché lo scopo del terrorismo è di colpire indiscriminatamente la popolazione non combattente identificata (per nazionalità, religione, appartenenza sociale) fra i nemici, mentre l’uso legittimo della forza degli eserciti regolari ha di mira i nemici combattenti. Neutralizzare Hamas e Hezbollah, come l’Isis, Al Queida e tutti i movimenti terroristi del mondo, è condizione essenziale per la pace e la sicurezza di tutti.

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