martedi` 25 aprile 2017
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Invia ad un amico
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Chi difende davvero i diritti umani all'Onu? (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

L'intervento di Hillel Neuer all'Onu nel giorno dell'odio contro Israele (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)
Per consultare l'archivio Video
CLICCA QUI


Clicca qui





Hai già visitato il sito SILICON WADI?


Clicca qui



Ataturk e il genocidio armeno 15/04/2017

Nella risposta alla mail di un Vostro lettore affermate: “Il sultano ha distrutto la Turchia di Kemal Ataturk che aveva trasformato l'impero ottomano in una nazione moderna e secolare, riducendola a una dittatura islamica antioccidentale e antisemita (come non era mai stata).”
Rispettosamente dissento. “Il giovane ufficiale Mustafà Kemal “Ataturk”, Padre della Turchia, giunto al potere, si prefigge di cancellare, ora una volta per tutte, la presenza armena: lo dichiara pubblicamente il 23 aprile 1919.” (http://www.minerva.unito.it/theatrum%20chemicum/Pace&Guerra/Armenia/Armeni1.htm ) Il primo genocidio del XX secolo fu quello del popolo armeno (il primo popolo cristiano della storia), che pagò un prezzo altissimo: 1,5 milioni di morti (circa 2/3 della popolazione). Tale sterminio fu preceduto da sofferenze indicibili, accompagnate da spoliazioni di beni materiali, trasformazioni di chiese in moschee e conversioni forzate all’islam (soprattutto di bambini). Tra i responsabili dell’esecuzione del piano genocida figura Ataturk, che successivamente si premurò, assieme ai suoi complici, di negare il genocidio realizzato. Negazionismo che persiste ancora oggi. In Turchia si va i galera se si parla del genocidio armeno. Il genocidio, checché ne dicano gli apologeti turcofili, fu dovuto alla volontà, attuata con scientifica meticolosità, di estirpare elementi estranei all’identità etnica e religiosa turca. I commoventi libri di Verneuil “Mayrig” ( da cui è stato tratto uno sceneggiato “Quella strada chiamata paradiso”, che mostra le disumane marce della morte attraverso il deserto), di Antonia Arslan (tra tutti “La masseria delle allodole”) e di Werfel “I Quaranta Giorni del Mussa Dagh” (che non può non riportare alla memoria per intensità forza e coraggio il meraviglioso “Mila 18” di Leon Uris) illustrano bene il martirio del popolo armeno. Genocidio a cui partecipò attivamente anche il popolo curdo.

Cordialmente,
Paola Gatti

Gentile Paola,

Dai documenti letti, non sembra che Kemal Atataturk abbia avuto un ruolo nel genocidio degli armeni ( ma la cosa è controversa), infatti mentre alcuni esponenti del governo turco pianificavano la pulizia etnica dei territori armeni, il generale si trovava a Gallipoli. Non solo, sembra che col trattato di pace del 1920 a Sevres, Kemal denunciò la responsabilità turca mettendo di fatto l'impero ottomano sul banco degli imputati, però, ripeto la cosa è poco chiara. La guerra tra turchi e armeni ebbe inizio quando questi ultimi firmarono l'armistizio con l'Azerbaijan e dichiararono guerra alla Turchia ottomana. Indipendentemente dalle sue responsabilità, Kemal fu il fondatore della Turchia moderna e laica ma fortemente nazionalista quindi portata ad estirpare elementi estranei dall'Anatolia e dall'Armenia. Ne fecero le spese gli armeni cristiani, i Kurdi e un gran numero di greci residenti in Anatolia. La Turchia cosmopolita cessò di esistere ma non fu mai un paese antisemita, nemmeno durante il periodo ottomano, lo è diventato con Erdogan e il ritorno all'islam radicale.

Un cordiale Shalom

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT