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Deborah Fait
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Iran/Unesco: se non si è complici si cambia la Storia

Iran/Unesco: se non si è complici si cambia la Storia
Commento di Deborah Fait

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Questa settimana ha avuto un triste inizio nel ricordo del feroce attacco terroristico palestinese alla sinagoga di Roma, nel 1982, in cui perse la vita un bambino di due anni, Stefano Tachè, e decine di ebrei furono gravemente feriti. La commemorazione di quella barbarie, che lasciò Roma e le autorità italiane indifferenti, è stata finalmente ricordata anche dai telegiornali Rai e Mediaset e forse il merito va al Presidente Mattarella che, dopo più di trent'anni di silenzio, fu il primo a ricordare il piccolo Stefano proprio nel giorno del suo insediamento al Quirinale. 

Si dice che dopo il buio arrivi sempre la luce e la tristezza di questi ricordi è stata mitigata dalla notizia, anzi dalla notiziona che gli USA, oltre a Israele, abbandoneranno l'Unesco, organizzazione che dovrebbe occuparsi delle bellezze e della cultura nel mondo e che, sotto la direzione della bulgara Bukova, ormai in odore di antisemitismo, si è trasformata in un carrozzone politico di odio e menzogne, una farsa, un vero e proprio insulto alla cultura. L'Unesco di cui si è appropriato il mondo islamico per gentile concessione della Bukova che oggi, con il volto mesto sopra il filo di perle, si dice rammaricata per la decisione di Trump, è diventata la peggiore delle agenzie ONU, la più antisemita, quella che ha concesso ad una inesistente Palestina lo status di membro dell'organizzazione, nel 2011, quella che ha scippato Israele dei siti più importanti e sensibili dell'ebraismo. Ha dichiarato essere patrimonio islamico la Tomba dei Patriarchi di Hebron, i Padri dell'ebraismo Abramo, Isacco e Giacobbe, diventati con un colpo di spugna arabi e musulmani. La Tomba di Rachele, personaggio biblico di cui parla la Genesi (scritta qualche millennio prima dell'avvento dell'islam), moglie di Giacobbe, madre di Giuseppe e Beniamino, è stata trasformata in moschea. La Tomba di Giuseppe, figlio di Giacobbe e Rachele, a Nablus, l'antica ebraica Shchem, in anni recenti fu incendiata dai palestinisti varie volte, gli antichi testi ebraici sono stati distrutti, è oggi interdetta agli ebrei che possono visitarla, se l'ANP lo permette, solo una volta al mese. Il Kotel, Muro del Pianto, davanti al quale gli ebrei, per 2000 anni, hanno alzato i loro lamenti per la distruzione di Gerusalemme e l'esilio imposto dai Romani è diventato arabo e si chiama adesso "Al Buraq" dal nome dell'asina di Maometto e il Monte del Tempio che prende il nome dal Tempio ebraico ( Bet Hamikdash) costruito da re Salomone nel X secolo a.c.( più o meno 1500 anni prima dell'islam), si chiama oggi con il nome arabo di Al Haram Al Sharif.

Hanno rubato tutto, hanno mandato al mondo il messaggio ignobile che gli ebrei non sono più padroni in casa loro e che i palestinisti hanno una storia, se inventata non importa, quello che serve è imbrogliare il mondo intero, l'ignoranza del mondo intero. La cosa più ridicola, dal momento che, incredibilmente, nessuno vi fa caso, è che gli scavi archeologici in Israele portano alla luce solamente reperti ebraici o di antiche chiese bizantine, dalla terra non è mai uscito un solo sasso che ricordi una storia palestinista, niente, zero. Quindi, per avere credibilità e turlupinare il mondo, i palestinisti possono soltanto appropriarsi della storia altrui, con la complicità dell'Europa e del Vaticano che pur di non contraddirli permette persino che venga cambiata la storia cristiana e che Gesù ebreo passi per arabo e musulmano.

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Oggi però i lestofanti dell'Unesco hanno dovuto constatare che imbrogliare la storia ha un prezzo, forse non interessarà loro l'uscita di Israele ma certamente quella degli USA non li lascerà indifferenti. Certo, c'è il Qatar con i suoi milioni di dollari a disposizione e il petrolio su cui galleggia, il Qatar che ha già comprato mezza Italia, che è candidato alla guida dell'Unesco nella prossima sessione. Il Qatar il cui ex ministro della cultura afferma che Israele è responsabile di ogni guerra scoppiata nel mondo. Vabbè, con gente del genere le bellezze del mondo sono al sicuro e la cultura farà un enorme balzo avanti, tutti leggeranno i Protocolli dei Savi di Sion e Mein Kampf! Diventare a tutti gli effetti un ente che rappresenta le peggiori dittature esistenti al mondo gli si rivolterà contro e porterà alla sua fine trascinando nella caduta tutta l'ONU, ormai una struttura completamente inutile e dannosa grazie alle deboli democrazie occidentali che negli anni, in nome di uno stupido progressismo e ancora più stupido buonismo, hanno permesso alle dittature islamiche di entrare a far parte delle Nazioni Unite. 

I primi articoli dello Statuto delle Nazioni Unite ( 1945) riassumono i seguenti scopi: mantenere la pace e la sicurezza internazionale, promuovere e risolvere pacificamente le situazioni che potrebbero portare a una rottura della pace, sviluppare relazioni amichevoli tra le nazioni, promuovere il rispetto dei diritti umani. Ecco, a me pare che l'ONU abbia completamente disatteso quanto stipulato dalla Carta Atlantica e abbia tradito i principi per cui è nata accettando come stati membri nazioni che non conoscono nemmeno il significato delle parole "diritti umani". 
Frau Merkel ha definito deplorevole la decisione degli Stati Uniti, beh, cara Frau, mi sarei aspettata che avesse definito deplorevole il comportamento antiisraeliano dell'ONU e delle sue agenzie. Mi sarei attesa da Frau Merkel il termine –deplorevole- per la candidatura del Qatar ma, si sa, non sempre la giustizia e la correttezza fanno parte del mondo ideale che vorremmo.

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Audrey Azoulay

 In conclusione mi esce dal profondo del cuore un grazie a Nikki Haley che dal primo giorno del suo insediamento come ambasciatrice USA all'Onu, aveva avvisato gli stati membri che la politica antiisraeliana cui erano beatamente abituati doveva finire ed è sempre là, piccola e sorridente, che fa scudo. Il merito di questa virata di bordo con le conseguenze che vedremo in seguito, va a Nikki Haley e a Donald Trump che ha preso questa importante decisione. 
Da questo momento all'ONU le cose cambieranno ed è appena arivata la notizia che è saltata la candidatura del Qatar e il nuovo direttore dell'Unesco sarà Audrey Azoulay, ebrea francese, ex ministro della cultura, che ha battuto per soli due voti il candidato arabo. Bene, come sempre abbiamo la conferma che protestare serve, adesso i giochi sono aperti, sotto a chi tocca e speriamo in tempi migliori.

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Deborah Fait 
"Gerusalemme, capitale di Israele, unica e indivisibile"

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