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Deborah Fait
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La Guerra dei sei giorni secondo Gad Lerner 31/05/2017
La Guerra dei sei giorni secondo Gad Lerner
Commento di Deborah Fait

http://www.raiplay.it/video/2017/05/Sei-giorni-la-guerra-infinita-0033ba5c-1af2-4663-ad95-9e9ab0e5d9a3.html

A destra: Gad Lerner con David Grossman

Trovo inquietante che la Rai abbia dato a Gad Lerner il compito di commentare la Guerra dei 6 Giorni mentre in Israele si ricorda e si festeggia il 50esimo della liberazione e riunificazione di Gerusalemme. Una trasmissione così delicata fatta da un ebreo notoriamente antisionista e antisraeliano è stata un' azione infida di furbizia mista a ipocrisia. Il ragionamento probabilmente è stato : Gad Lerner è ebreo quindi può permettersi di criticare Israele...(Chissà perchè!) perciò nessuno potrà protestare e tacciarlo di antisemitismo...(Chissà perchè!)

Il documentarrio è nauseante ma fatto con tanta attenzione e sagacia da sembrare equilibrato a chiunque non conosca la storia di Israele e degli arabi in quegli anni. Chi non sa, chi è imbevuto di propaganda, persino chi è dubbioso, dopo un documentario del genere non può che sentirsi pieno di odio per lo stato ebraico. Soldati che sparano, miseri bambini arabi coperti di stracci che scappano, muri lunghissimi, queste sono le primissime immagini del servizio e, nel mezzo, poveri soldati egiziani fasciati e sanguinanti negli ospedali del Cairo. Non si vede un solo soldato israeliano ferito o morto. "Nasser non voleva la guerra... era solo propaganda" dice uno storico militare egiziano, ex ammiraglio. Propaganda anche l'ordine egiziano di allontanare le truppe cuscinetto dell'ONU? Nessuno ne parla.

Mentre durante la trasmissione si costruisce piano piano e furbescamente l'immagine demoniaca di Israele, soldati feroci, potenza occupante, "innamorati dall'idea di essere una superpotenza", contemporaneamente si santifica tutto ciò che è arabo. A Nasser solo qualche accenno benevolo, Sadat era uomo di pace che pare abbia fatto tutto da solo senza quasi nominare la sua controparte israeliana nè la proposta di Israele di restituire subito il Sinai e Gaza in cambio di una pace sicura. A questa proposta gli arabi risposero con i tre NO di Kartoum : NO alla pace, No al riconoscimento di Israele, NO ai negoziati!

Naturalmente nessun accenno a questa decisione che avrebbe portato solo morte e distruzione per tutti. Nel corso della trasmissione un'interessante intervista al professor Della Pergola e alla moglie che nel 67 venne volontaria in Israele insieme a un centinaio di ragazzi e ragazzi, suppongo di Roma. Ebbene, i volontari arrivarono da tutta Italia non solo dalla capitale, me compresa insieme a un gruppetto di ebrei triestini. Andammo a lavorare nei kibbuz, il mio fu Mishmar Hasharon, per sostituire i giovani che stavano ancora a guardia dei confini, a guerra finita. "L'esercito israeliano dilagava in Cisgiordania" e Lerner dimentica di ricordare che Israele non era impegnato solo a sud con l'Egitto ma anche a est attaccato dalla Giordania e a Nord da Siria e Libano , chiamati alla guerra da Nasser. " Annientare Israele, lasciare in vita solo le donne" (Nasser era convinto che le donne ebree fossero bellissime e molto libere).

Immagine correlata
Mezzi israeliani in manovra durante la Guerra dei sei giorni

Insomma una sfilza di porcherie e di disinformazioni. Un sardo palestinese che, dopo 50 anni, dice di voler tornare a casa sua e che nessuno glielo può impedire, guarda un po'. David Grossman e Amos Oz parlano solo dei palestinesi e delle loro disgrazie...Israele potenza occupante, occupante... occupante... dimenticandosi di dire che se Israele avesse perso la guerra sarebbe stato distrutto e annientato e gli ebrei uccisi fino all'ultimo...meno le donne naturalmente destinate a fare da schiave sessuali " I palestinesi non sopportano l'occupazione" che però non c'è più da nessuna parte perciò non si capisce di cosa parli. "Hebron vede il primo insediamento di ebrei nel 1968"! Ohibò e i tremila anni precendenti? Ezzedin Elzie, presidente UCOII, che c'entra con l'argomento solo perchè dice di essere palestinese e di aver conosciuto Baruch Goldstein, l'ebreo cattivo che dopo una serie di attrentati in Israele, è andato ad ammazzare 29 arabi nella Grotta della Machpelà a Hebron.

"Noi siamo a casa nostra, voi occupate casa nostra, fuori dalla mia terra", dice Ezzedin, infine la solita palla che è diventata un matra: " prima del sionismo ebrei e arabi andavano d'amore e d'accordo". Ma dove? Ma quando? E i massacri di ebrei ? e i pogrom arabi a Hebron e Gerusalemme, a Javne, a Zfat e in tutte le città biblicamente sacre per gli ebrei? Tutto questo accadeva prima della fondazione di Israele quando, secondo questi bugiardi vergognosi, gli arabi amavano alla follia gli ebrei che, all'epoca, erano quasi tutti religiosi. Figuriamoci cosa avrebbero fatto se li avessero odiati. Infine Grossman, completamente dissociato dalla realtà, spiega che gli ebrei non possono guidare vicino ai villaggi arabi, dimenticando clamorosamente di ricordare la ragione: sassaiole, lanci di molotov, famiglie di ebrei rimaste uccise dentro la auto attaccate dai terroristi. "Israele preferisce prendere lavoratori dall'oriente piuttosto che assumere palestinesi" A parte che non è del tutto vero perchè migliaia di palestinesi entrano quotidianamente in Israele con permessi di lavoro. Il numero era maggiore fino a quando le intifade non lo hanno ridotto a causa di lavoratori palestinesi dediti al massacro di ebrei. "Stiamo occupando un altro popolo, l'sraeliano non vede mai un palestinese" bugia perchè li vediamo eccome. Sono fra noi indisturbati. Infine la perla delle perle: "Mentre gli ebrei del mondo festeggiano la liberazione di Gerusalemme. Centinaia di detenuti palestinesi guidati da Marwan Barghouti protestano con uno sciopero della fame....la guerra dei 6 giorni è una guerra che non finisce mai" Allora, signor Gad Lerner, intanto i detenuti palestinesi hanno già finito lo sciopero della fame, forse perchè non riuscivano più a procurarsi le barrette di cioccolata, ma è importante dire che lo sciopero non era per protestare per Gerusalemme ma per avere più cellulari, più televisione e più visite. Niente di eroico, come vede, uno scioperetto molto banale e insignificante. Si rassegni, i palestinesi non sono i prodi che lei crede e i detenuti di cui parla non sono ladri di macchine o di polli ma assassini feroci di ebrei.

Immagine correlata
Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale di Israele, unica e indivisibile"
"Non si chiama Cisgiordania, si chiama Giudea e Samaria"


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90
www.jerusalemonline.com
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