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Deborah Fait
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Quando il riposo notturno non è più un diritto 11/03/2017

Quando il riposo notturno non è più un diritto
Commento di Deborah Fait

Qualcuno mi aiuti a capire! L'Europa è percorsa da individui, guarda caso musulmani, armati di accette o machete per colpire preferibilmente a morte gente innocente e che i media , quasi a farsi beffe di tutti noi, definiscono psicopatici. Non si sa come o perchè ma all'improvviso gli atti di terrorismo non vengono più addebitati a terroristi ma a malati di mente. Un imbroglio che sembra studiato a tavolino, parlare di terroristi islamici è molto out, chiamarli psicopatici senza definirne l'etnia è più politicamente corretto.
Questo però è solo uno dei tanti problemi di un'Europa che si sta disgregando per non parlare dell'Italia ormai diventata una specie di grande ring dove tutti si urlano contro, litigano, si insultano e non si capisce più niente tra ladri, furbetti, politici, corrotti, corruttori e pentastellati in odore, per loro, di santità. I problemi sono enormi, le cose che vanno male sono innumerevoli eppure la grande preoccupazione dei media, di alcuni media, diciamo, è la nuova legge sui muezzin e il diritto di tutti gli israeliani, di qualsiasi fede siano, di dormire la notte.
Ho letto i due articoli pubblicati da IC http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=65606 e mi sono cadute le braccia.
La retorica bigotta si taglia col coltello. Francesca Musacchio del Tempo parla addirttura di "giorni contati" per i muezzin quando per "giorni contati" si intendono 8 ore di silenzio notturno. Poi si lancia sul romantico parlando del carattere pittoresco di tale pratica.
Beh, mi spiace deluderla ma oggi non si tratta più del muezzin biancovestito che gira per la terrazza del minareto cantando le preghiere con la forza dei suoi polmoni.
No, oggi dai minareti sporgono orrendi enormi altoparlanti che sparano 5 volte al giorno un rumore pazzesco ripreso da un disco. Non credo che la Musacchio parlerebbe di pratica pittoresca se qualcuno le spaccasse i timpani alle 4 del mattino urlandole dritto nelle orecchie Allahu Akhbar.
Michele Giorgio è tutto un programma come sempre quando parla (male) di Israele.
Va sul patetico "Dopo 1400 anni ....in Terra Santa....bandite le preghiere....e la sirena dello shabat?.....razzismo..."
Allora, la sirena dello shabat non disturba nessuno perchè a malapena la si sente e comunque, suona quando nessuno dorme , cioè verso le 5 del pomeriggio d'inverno e un po' più tardi d'estate poichè in Israele fa buio molto prima che in Italia.
Le campane delle chiese non danno fastidio perchè non suonano mai di notte. Dalle sinagoghe non esce mai un rumore che non sia il brusio delle preghiere.
L'unico insopportabile rumore notturno proviene dai minareti e non solo disturba ma spacca il cervello e fa andare il sangue in acqua a chi si sveglia di soprassalto, cioè a tutti, bambini compresi.
Michele Giorgio scrive che in 69 anni dalla fondazione di Israele nessuno si era lamentato per il rumore proveniente dai tanti minareti. Questo lui non lo può sapere, in verità le proteste dei cittadini non si contavano. Nemmeno in Italia nessuno si era lamentato ufficialmente per il suono delle campane all'alba finchè qualcuno non ha detto, o forse urlato, basta.
Erano gli anni 70 del secolo scorso quando i vescovi e i sindaci di tante città italiane venivano presi d'assalto da cittadini incazzati che volevano dormire un po' almeno la domenica e, dopo un ragionevole lasso di tempo dovuto alla burocrazia, le campane tacquero!
Sarei pronta a giurare che nessun media israeliano ne avrà parlato o dato dei razzisti agli italiani nei confronti della Chiesa. I mezzi di informazione israeliani parlano di notizie importanti non di scemenze, sono gli stranieri che fanno le pulci a Israele qualsiasi cosa accada. Ricordo come, da ebrea, mi incazzai quando , durante la sua visita in Israele, Papa Giovanni Paolo II ha dovuto smettere di parlare perchè durante il suo discorso il muezzin/disco del vicino villaggio arabo si era messo a urlare per la preghiera del mezzogiorno. Nemmeno in quell'occasione hanno spento l'altoparlante e usato i polmoni, cosa molto più accettabile e meno rumorosa, se non altro per rispetto a un ospite religioso di tale importanza.
In Israele esiste una legge sui decibel che va rispettata come dovunque e, visto che i musulmani non lo fanno e alle 4 di mattina ti penetrano nel cervello come una scossa elettrica, allora bisogna imporglielo in modo più severo.
Limitare l'inquinamento acustico, soprattutto notturno, è un invito rivolto a tutti i luoghi di culto ma, come dicevo, il problema non è delle chiese che raramente suonano le campane nè delle sinagoghe sempre silenziose, il problema riguarda solamente le moschee e non è certo colpa di Israele se si considerano i padroni del mondo fregandosene di tutti gli altri.
Abu Mazen ha minacciato di fare ricorso all'ONU, consiglio di sicurezza nientepopodimeno! Sarà considerato anche questo un crimine di guerra? Porteranno Israele davanti alla corte dell'Aja per volontà di sonno? Prepareranno un'altra, ennesima risoluzione? Tutto è possibile, quando riguarda Israele non esistono limiti al grottesco.

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Deborah Fait
"Gerusalemme, Capitale di Israele, unica e indivisibile"
"Non si chiama Cisgiordania, si chiama Giudea e Samaria"

www.jerusalemonline.com
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