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Deborah Fait
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Che fastidio la Memoria 28/01/2017

Che fastidio la Memoria
Commento di Deborah Fait

E' arrivato il 27 gennaio, Giornata Internazionale della Memoria, si, è la giornata in cui il mondo dovrebbe ricordare l'orrore degli orrori, ma è anche la giornata dei discorsi in cui alcuni riescono a spremere due lacrimucce o a stamparsi sul viso una finta maschera di tristezza per gli ebrei assassinati in Europa.
Si, è il 27 gennaio e da qualche giorno la TV manda in onda film sulla Shoah, praticamente da una settimana. Per i giovani potrebbe essere utile per conoscere, per sapere quello che accadde in Europa a un popolo pacifico, colto e rispettoso delle leggi, sarebbe utile sempre se riuscissero distogliere per un paio d'ore gli occhi incollati all'iPhone.

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Leggevo recentemente che un terzo dei giovani italiani non sa nemmeno cosa sia stata la Shoah e, chissà perchè, non mi meraviglia. Credo che tutto quello che sentono o vedono li lasci nella completa indifferenza. Posso portare come esempio la programmazione del film "Schindler's List" nelle le scuole di Bolzano, molti anni fa.
Alla fine del film, dopo l'ultima scena sulla tomba di Schindler al cimitero di Gerusalemme, sono salita sul palco per raccogliere le reazioni dei ragazzi e parlarne.
Silenzio! Un silenzio totale interrotto da qualche risatina neanche tanto nascosta e, dopo qualche minuto di imbarazzo (mio di fronte a tanta pigrizia mentale ), ecco arrivare un forte sbadiglio fatto in coro a concludere la serata, unica espressione dei loro sentimenti. Roba da scappare via mettendosi le mani nei capelli. Indifferenza, la stessa indifferenza che ha permesso la Shoah.

Il mondo è sempre uguale a se stesso. Comunque, a voler essere ottimisti, vanno bene anche le conferenze nelle scuole e le visite ai musei della Shoah, forse qualcosa resterà in qualche cervello meno impermeabile. Quello che non riesco a sopportare sono le manifestazioni pubbliche, i discorsi falsi dove partecipa gente cui non gliene può fregar di meno dei 6 milioni di ebrei morti ammazzati, gente che dal 28 gennaio si strapperà i capelli per la -Palestinachenonc'è- e parlerà di Israele come del male che infetta il pianeta.
27 gennaio, si, la Memoria dell'orrore! Peccato che per una settimana dedicata agli ebrei bruciati nei lager, sepolti vivi nelle fosse comuni o bruciati vivi nelle sinagoghe , e a quel milione e mezzo di bambini divorati dal Mostro, ve ne sono altre 51 che celebrano la settimana dell'apartheid... contro Israele, la settimana della Palestina libera...contro Israele, la settimana del boicottaggio di Israele, la settimana dell'odio per Israele, e poi le settimane che l'ONU dedica alle condanne di Israele, innumerevoli risoluzioni di condanna per l'eterno colpevole, per la razza nemica, risoluzioni a raffica se Israele costruisce condomini in Giudea e Samaria o se difende se stessa dalle aggressioni arabe.

Nemmeno un rimprovero per il genocidio dei siriani o per i diritti negati in Iran. Risoluzioni infami per trasformare in siti arabi i millenari luoghi sacri dell'ebraismo.
Guardando le espressioni di circostanza dei mezzibusti in TV che annunciavano l'inizio della Giornata della Memoria mi sono chiesta "Cosa accadrebbe se questa data non fosse un obbligo dettato da una legge varata nel 2000?"
Con tutta la propaganda palestinista che circola ci sarebbe ancora qualcuno, oltre a noi ebrei, che si prenderebbe la briga di ricordare l'inferno del secolo scorso?
Ci sarebbe qualcuno che, col cuore e la coscienza di ciò che è stato, parlerebbe alle generazioni future dell'orrore, dei massacri di milioni di bambini, di donne, di vecchi ebrei, delle razzie per tutta Europa, complici i governi della varie nazioni, per raccogliere tutti gli ebrei dalla Grecia alla Scandinavia e infine cancellarli dalla faccia della terra?

Gli ebrei sono soli, sono stati lasciati soli prima, durante e dopo la Shoah, sono soli adesso che il pericolo di un secondo sterminio si sta facendo sempre più concreto. L'Europa continua a crogiolarsi nel suo antico odio e il mondo islamico avanza, sempre più fanatico e più violento per arrivare alla distruzione di Israele, preludio alla distruzione dell'Occidente .

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Per questo motivo, chiunque dica "sono antisionista non antisemita" non è altro che un falso, un ipocrita, un miserabile e vigliacco odiatore del Popolo di Israele. Più passa il tempo e più la memoria dell'inferno si fa fumo, un fumo che fa gridare di disperazione le anime dei nostri sei milioni di fratelli che ancora aleggiano in Europa e non devono, non vogliono essere dimenticate o ricordate come fossero solo dei numeri e non persone che vivevano, ridevano, amavano, studiavano e lavoravano, non bambini che volevano giocare e ridere e divertirsi e crescere come tutti i bambini del mondo.
Credo non esista un solo ebreo al mondo che non abbia almeno un membro della famiglia ammazzato solo per il fatto di appartenere al Popolo odiato, in Europa come in Medio oriente.

Il ricordo si fa sempre più tenue, quasi invisibile, annoiato, presto non avremo più i testimoni, presto saremo soli, noi figli della Shoah, in balia del negazionismo e del revisionismo, soli con il nostro bagaglio di dolore e dovremo anche sentire gli altri dire, infastiditi "che palle questi ebrei, sempre di loro si deve parlare".
Si, si deve parlare perchè mai al mondo, mai al mondo e mai al mondo, un gruppo di burocrati si è riunito per pensare e decidere il modo di eliminare dalla faccia della terra un popolo intero. Con freddezza e totale assenza di umanità, come si fosse trattato di disinfestare un appartamento, così hanno deciso di disinfestare l'Europa dalla razza indesiderata. Non potevano immaginare quegli sciagurati che dopo qualche anno i sopravvissuti, pur stanchi, disperati e privati di tutto, beni, affetti e parte della loro vita, avrebbero realizzato uno dei grandi miracoli della storia, avrebbero rifondato una Nazione, la loro Nazione, e l'avrebbero creata dove era esistita per millenni, l'avrebbero dissodata, liberata dalla malaria e lavorata fino a farne un giardino e avrebbero parlato tutti una sola lingua, la loro lingua, rinata dal passato, l'ebraico.

Nessun popolo nella storia ha mai creato niente di simile dal nulla, senza aiuti, sempre perseguitati, questa volta dagli inglesi traditori e dagli arabi antisemiti mentre gli ebrei che ancora vagavano per l'Europa in attesa di raggiungere la loro Terra Promessa, venivano rifiutati e cacciati da tutti i paesi come cani rognosi.
Il Popolo di Israele ha fatto il miracolo perchè, pur disperso ai quattro angoli del mondo è sempre stato una nazione, è sempre stato capace di ricrearsi dal nulla, dopo ogni persecuzione, dopo ogni saccheggio, dopo ogni pogrom, ritornava a vivere e a prosperare. E' un fenomeno che nessuno sa spiegare e che fa impazzire di rabbia molti. Interi antichi popoli sono stati distrutti dalle malattie, dalle guerre e dalle invasioni, gli ebrei sono ritornati dall'Egitto, sono tornati da Babilonia, sono tornati dall'Inquisizione, sono tornati dalla Siberia e dai manicomi criminali sovietici, sono tornati dai forni crematori, ogni volta più forti e più testardi quasi che sulle tavole di Mosè qualcuno avesse scritto "Non ci distruggerete mai".
Risorti dal Male assoluto, gli ebrei scesi dalle navi, dopo essere fuggiti alla caccia degli inglesi che li avevano rinchiusi in altri campi a Cipro, hanno preso in mano le vanghe a hanno incominciato a costruire il loro Paese.
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Corrado Augias

E qui arriviamo all'ultima fase dell'antisemitismo che si è evoluto nella storia prima contro la religione, poi contro la razza, come la chiamano loro, infine contro Israele. La rabbia che riempie le loro anime è assoluta, li fa tremare e io li ho visti lividi e tremanti urlare contro il Paese degli ebrei. Non occorre diventare isterici per esprimere l'odio che suscita Israele, basta essere degli intellettuali o pseudo intellettuali e saperlo dire con calma. Corrado Augias, su Repubblica, rispondendo a un lettore scrive " L'attuale antisemitismo trova alimento anche nella politica dello Stato di Israele di cui il nuovo presidente americano rafforzerà gli aspetti peggiori rendendo ancora più difficile il processo di pace (?) e di convivenza israelo-palestinese." http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2017/2017-01-27/2017012735199783.pdf Bene, complimenti a Augias e al suo modo personale di commemorare la Shoah dando a Israele la colpa di ogni cosa . Israele, l'eterno colpevole, l'eterno nemico, l'eterna vittima dell'altrui incoscienza e ipocrisia!
Il parroco di Altamura sulla sua pagina Facebook, propone invece un referendum per abolire la Giornata della Memoria dando il via a una serie di commenti antisemiti dei soliti ignobili vigliacchi. http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/parroco_altamura_shoah_memoria_abolire_giornata-2221791.html
Pochi giorni fa si sono risvegliate le femministe americane, quelle in letargo da decenni, sono uscite di casa per organizzare la Marcia Internazionale delle Donne contro Donald Trump. Non hanno alzato nemmeno un sopracciglio davanti ai massacri in Medio Oriente, davanti alle donne appese sulla forca in Iran, per esprimere un minimo di solidarietà per le donne meno fortunate che vivono in schiavitù nell'islam, per gli omosessuali ammazzati, per le donne e i gay sfigurati con l'acido dai palestinesi, per gli ebrei israeliani massacrati dai terroristi.
Niente, silenzio totale. Si sono svegliate dal letargo per urlare contro Trump e, gran finale della marcia, indovinate un pò, per chiedere la "liberazione " della Palestina. Era questo lo scopo! La Giornata della Memoria è per noi lo strazio del ricordo, per il resto del mondo è un dovere da portare a termine una volta all'anno per poi ricominciare il tam tam del solito odio "Fuori Israele dalla Palestina".

Vorrei concludere invitandovi a leggere una bella lettera apparsa sul Piccolo di Trieste , firmata da Renzo Tondo, già presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia. E' una lettera sincera che, scritta da un politico, ha ancora più valore circondati come siamo da ostilità e ipocrisia. Si intitola La giornata della memoria corta. http://www.autonomiaresponsabilefvg.it/la-giornata-della-memoria-corta/
Scrive Elie Wiesel " l'orribile giorno fra quegli orribili giorni, in cui il bambino assistette all'impiccagione di un altro bambino che aveva il volto di un angelo infelice, sentìi qualcuno gemere dietro di lui:" Dov'è Dio? Dov'è? Dov'è dunque Dio?" e una voce rispondeva " Dov'è? Eccolo: è appeso lì, a quella forca".

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Deborah Fait
"Gerusalemme, Capitale di Israele, unica e indivisibile"
"Non si chiama Cisgiordania, si chiama Giudea e Samaria"

www.jerusalemonline.com
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