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Michelle Mazel
Come la penso
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La colpa è di Balfour 08/05/2017
La colpa è di Balfour
Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)

http://www.jpost.com/Edition-Francaise/Moyen-Orient/Cest-la-faute-à-Balfour-489988

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La Dichiarazione Balfour e il suo autore

Lo Stato d'Israele celebra con gioia la Festa dell'Indipendenza in un anno che segna non soltanto il cinquantesimo anniversario della riunificazione di Gerusalemme ma anche il centenario della Dichiarazione Balfour. L'Autorità Palestinese, che non ha nulla da celebrare - qualcuno dirà a causa dell'ostinazione con cui si oppone ad un sincero negoziato con Israele - minaccia di far causa alla Gran Bretagna, proprio per la Dichiarazione Balfour. Dichiarando che "Il governo di Sua Maestà vede con favore la costituzione in Palestina di un Focolare Nazionale per il popolo ebraico", il venerabile Lord avrebbe tolto ai palestinesi la possibilità di avere un proprio Stato, come invece hanno avuto gli altri popoli arabi del Medio Oriente, dopo la caduta dell'Impero Ottomano. Non sono forse stati creati nuovi Paesi, Stati sovrani liberi da ogni sudditanza straniera? Ma allora perché i palestinesi non l'hanno avuto? Sarebbe interessante sapere a quale modello aspirano. Forse all'Iraq, altro Paese sotto Mandato britannico, trasformato da Sua Graziosa Maestà britannica in Regno, affidato al principe hashemita Faysal, figlio del suo alleato dell'Hegiaz? Ne dubito. La monarchia si è dissolta nel bagno di sangue della rivoluzione del 1958, preludio ad altre rivoluzioni e all'avvento al potere di Saddam Hussein.

Conosciamo il seguito. Quel Faysal all'inizio era stato proclamato Re di Siria dagli inglesi, ma aveva perso il trono quando il Mandato sul Paese passò alla Francia. Dopo una serie di colpi di stato, la Siria oggi è immersa in una sanguinosa guerra civile. Il Libano, anch'esso in passato sotto Mandato francese, è stato dilaniato in un'altra guerra civile non meno sanguinosa; oggi è assoggettato di fatto al movimento terrorista di Hezbollah. C'è però un Paese relativamente stabile malgrado vari tentativi di sovversione: la Giordania. L'Inghilterra trasformò in un regno i quattro quinti del territorio della Palestina mandataria, nominando re il fratello di Faysal, l'Emiro Abdallah, il quale si affrettò a nominare il suo nuovo dominio "Regno hashemita di Transgiordania". Una denominazione che il nipote Hussein cambierà in Giordania, dopo aver invaso la Cisgiordania e Gerusalemme Est, i territori che avrebbero dovuto essere quelli dello Stato arabo previsto dalla Dichiarazione di spartizione votata dall'ONU, e rifiutata dagli arabi. Forse distratto, il sovrano si era dimenticato di costituire il suddetto Stato. I palestinesi non protestarono, ma si accontentarono di creare l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, il cui obiettivo era quello di gettare gli ebrei in mare.

Fu necessario attendere la Guerra dei Sei Giorni perché quegli stessi palestinesi richiedessero a Israele, quel che i giordani non gli avevano mai proposto. Nata dagli Accordi di Oslo, l'Autorità Nazionale Palestinese ha la vocazione a diventare quello Stato palestinese tanto atteso. A quel punto, scontri armati mettono ben presto i palestinesi della Cisgiordania contro quelli della Striscia di Gaza, e lo Stato che gli uni e gli altri si augurano, si trova tagliato in due ancor prima di nascere. E' proprio vero che la colpa è di Balfour.

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Michelle Mazel è una scrittrice israeliana nata in Francia. Ha vissuto otto anni al Cairo quando il marito era Ambasciatore d’Israele in Egitto. Profonda conoscitrice del Medio Oriente, ha scritto “La Prostituée de Jericho”, “Le Kabyle de Jérusalem” non ancora tradotti in italiano. E' in uscita il nuovo volume della trilogia/spionaggio: “Le Cheikh de Hébron”. Le sue recensioni sono pubblicate sull’edizione settimanale in lingua francese del Jerusalem Post


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90
www.jerusalemonline.com
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