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Michelle Mazel
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Un esodo piccolo piccolo 05/03/2017
 

Un esodo piccolo piccolo
Commento di Michelle Mazel

(traduzione dal francese di Yehudit Weisz)

http://www.jpost.com/Edition-Francaise/Moyen-Orient/Un-si-petit-exode-483266

Risultati immagini per copti nel sina

Isis all'attacco dei copti nel Sinai

Stanno succedendo tante cose nel mondo! Un braccio di ferro oppone il Presidente Trump ad una stampa americana ostile, la campagna presidenziale in Francia diventa un incubo per i candidati, in Israele la classe politica è in continua ebollizione.
Aggiungiamo la gaffe della serata degli Oscar e si capisce perché il dramma dei copti del Sinai, costretti a lasciare le loro case, interessi a ben pochi.
Si tratta di un esodo in formato minore! Poco più di un centinaio di famiglie, da 130 a 150 secondo stime diverse, poco meno di un migliaio di persone.
E’ quel che rimane di una modesta ma fiorente comunità, che un tempo viveva a El Arish, la perla del Nord della Penisola del Sinai, famosa stazione balneare.
Ricordiamoci che i Copti sono i discendenti degli antichi egizi, convertiti al cristianesimo nel primo secolo, ovvero molto prima dell’avvento dell’Islam. Ma ecco che , proprio nella regione di El Arish, lungo la frontiera tra Egitto ed Israele, la sezione Sinai dello Stato Islamico sta concentrando la maggior parte delle sue forze.
E il Daesh, si sa, non ama i cristiani. Si è già visto in Iraq, dove fino a poco tempo fa, vivevano oltre un milione di cristiani di tutte le confessioni; tutto è finito in un enorme caos e oggi ne restano meno di duecentomila.
L’organizzazione terroristica in Sinai ha dunque deciso di procedere ad un’analoga pulizia etnica eliminando tutti questi infedeli. Per far loro capire fino a che punto erano disprezzati, Daesh ha utilizzato i soliti metodi: li hanno presi, torturati ed assassinati. Fonti egiziane ufficiali riportano che solo nel mese di febbraio sette copti sono stati assassinati: cinque a colpi di pistola, gli altri due sono stati bruciati vivi.
In uno dei loro soliti video agghiaccianti, i terroristi dello Stato Islamico, con l’accusa che i Copti “insultano l’Islam”, promettono di moltiplicare i loro attacchi contro di loro.
Gli ultimi copti quindi hanno scelto la fuga, abbandonando case, commerci e il ricordo del loro passato. Più fortunati dei loro correligionari iracheni, non dovranno prendere la strada dell’esilio. Possono contare sull’aiuto della forte minoranza copta del Paese. Anzi, il governo ha promesso di far di tutto per poterli accogliere. Il loro futuro è assicurato.
Ciò spiega molto chiaramente il silenzio del Papa e dei dignitari religiosi dell’Occidente. Nessuno naturalmente si è azzardato a parlare di apartheid o di pulizia etnica. Ovviamente, dato che sono dei cristiani che sono stati cacciati dalle loro terre, ci si sarebbe aspettati di sentire delle condanne universali, o perlomeno una riunione d’urgenza del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.
Ma in fondo, si tratta di un esodo così modesto! E’ assai più urgente condannare la giustizia israeliana , giudicata troppo clemente nei confronti di un soldato di Tsahal.

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Michelle Mazel

www.jerusalemonline.com
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