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Angelo Pezzana
Israele/Analisi
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Lutero e l'odio verso gli ebrei 01/11/2016
Riprendiamo da SHALOM di ottobre 2016, a pag. 13, con il titolo "Antisemitismo: cambiano le tecniche ma l'ideologia resta la stessa", il commento di Angelo Pezzana.

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Angelo Pezzana

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Martin Lutero

Riconciliazione è una bella parola, diffonde una sensazione di pace, riapre la prospettiva di un futuro in cui la memoria del passato scompare per lasciare il posto a una rivisitazione degli avvenimenti, ripuliti di quanto tragico avevano prodotto, una sistemazione che trova consenso tra chi vuole ‘costruire ponti e non muri’, poco importa se poi la realtà smentisce , ciò che conta sono le affermazioni di apertura verso un mondo dove pace e amore trionfano. Che poi avvenga il contrario conta poco.

Prendiamo, per esempio, fra tante religioni, la storia della chiesa luterana, quando Martin Lutero mise in atto la rivoluzione protestante nella Germania nel 1523, si può raccontare come è andata, oppure è più opportuno fare finta che non sia successo nulla? Lutero ci provò a convertire alla sua nuova fede gli ebrei – non era Gesù stesso un ebreo?- ma la cosa non funzionò, gli ebrei non si convertirono, diventando per Lutero i nemici da combattere. E con quali armi, che tragicamente ricordano quelle imbracciate da Herr Hitler quattro secoli dopo. “Sugli ebrei e le loro menzogne” è stato scritto da Lutero nel 1543, sono bastati vent’anni per capovolgere i sentimenti che avevano giustificato il tentativo di convertirli alla nuova fede.

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"Degli ebrei e delle loro menzogne", il libello antisemita di Lutero

“Che cosa dobbiamo fare con questa razza dannata degli ebrei?”, si chiedeva Lutero, e così si rispondeva: “ le loro sinagoghe devono essere bruciate, così come le loro case devono essere distrutte; i loro libri di preghiere,primo fra tutti il Talmud, vanno bruciati”. Il programma continuava “ devono essere uccisi i rabbini che insegnano la Torah, proibire agli ebrei di viaggiare e disporre dei loro beni, in modo che non possano prestare denaro e obbligarli a lavorare la terra “. Gli ebrei tedeschi erano tra due fuochi, da un lato la chiesa cattolica e dall’altro Lutero, il risultato sono stati persecuzioni e pogrom. Perché ricordare le radici del protestantesimo, dopo tanti secoli? Perché la Shoah – l’hanno ricordato gli storici – non è stata altro che la continuazione del tentativo di distruggere il popolo ebraico usando tecniche moderne che nei secoli prima erano inimmaginabili, ma l’ideologia era la stessa. Perché non dire che il Mein Kampf è stato una replica di altri libri, pur non avendo l’ aspetto di un testo religioso? La situazione attuale, che definiamo con l’espressione ‘terrorismo islamico’, non è per nulla diversa da quella di quattro secoli fa o da quella nazista del secolo scorso.

Oggi – anche se i media si guardano bene dallo scriverlo- ci troviamo di fronte a un tentativo di ‘pulizia etnica’ che comprende in parte gli ebrei della diaspora e,soprattutto,Israele. Non ha dichiarato Abu Mazen, il ‘moderato’ presidente all’Autorità palestinese, che nei territori contesi, una volta proclamato lo Stato palestinese, non potrà esserci più nessun ebreo? Eppure il mondo impone a Israele di cedere dei territori a questo futuro stato che proclama impunemente la pulizia etica quale programma di governo. Israele ha molti amici, ebrei e non, raccontare la verità del passato è un dovere per capire il presente, allora manteniamo viva la memoria di quanto è avvenuto, la riconciliazione, se non parte dal riconoscimento della verità storica, è una sconfitta, la vittoria del Male sulla giustizia.

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