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Angelo Pezzana
Israele/Analisi
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Un invito di troppo, scoppia la lite 26/08/2012

Un invito di troppo, scoppia la lite
Lettera da Gerusalemme, di Angelo Pezzana


Abu Mazen, Ismail Haniyeh, Avigdor Lieberman
 

Il NAM ( Non-Aligned Mouvement), che sta organizzando il mega-convegno a Teheran a fine mese dei circa 120 paesi non allineati, ha spedito l’invito anche a Ismail Haniyeh, il leader di Hamas a Gaza, provocando le ire di Abu Mazen, il quale credeva di essere lui il rappresentante del popolo palestinese, e invece.. E dire che qualche sospetto gli doveva pur essere venuto, visto che continua a rinviare le elezioni per rinnovare il parlamento dell’Autorità palestinese per paura di perderle, a vantaggio dell’arcinemico a Gaza. La foto-opportunity della stretta di mano tra i due, che aveva lasciato credere agli ingenui che la pace si fosse finalmente stabilita tra Anp e Hamas era, appunto, soltanto una fotografia. La realtà è quella rivelata da un invito, definito dal Primo Ministro palestinese Salam Fayyad “una coltellata nella schiena del progetto nazionale palestinese”. Ma se i due territori sono divisi e ciascuno dei due contendenti ne reclama la rappresentanza, pare ovvio che Teheran abbia mandato due inviti. Abu Mazen ha dichiarato che se ci sarà Ismail Haniyeh, a qualunque titolo, anche solo come osservatore, lui non ci andrà. Nell’attesa di vedere come si scioglierà l’inghippo, si è già intravisto, dalle dichiarazioni dell’Anp, che il responsabile massimo di questa querelle è lui, il falco, sempre buono per tutte le stagioni, sì, proprio lui, il Ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman.

Qualcuno si chiederà che cosa c’entra Lieberman nell’organizzazione della “Conferenza dei movimenti dei Paesi Non Allineati”, e fa bene a chiederselo, perché Lieberman non c’entra proprio nulla. Ma i porta parola dell’Anp dovevano pur trovare un capro espiatorio, mica potevano prendersela con Ahmadinejad o con i mullah iraniani, meglio tenerseli buoni, gli rimaneva il povero Lieberman, che con la sua lettera al Quartetto, nella quale documentava come Abu Mazen fosse il diretto responsabile della non ripresa del dialogo fra Israele e palestinesi, ha aggiunto benzina sul fuoco tenuto sempre acceso dalle opposizioni in Israele. E’ lui, quindi, con la sua campagna per ‘la delegittimazione del presidente di tutti i palestinesi’, ad aver reso possibile il pasticcio degli inviti. Serve poco a dire che erano già partiti prima che la lettera di Lieberman diventasse di dominio pubblico solo giovedì scorso, questi sono particolari di nessun interesse a chi suona la grancassa contro Lieberman. Sua è la colpa e basta. Per ora i titoli dei giornali hanno dato risalto alla protesta di Abu Mazen, la polemica con Lieberman è contenuta nelle cronache. Ma si l’affaire non si scioglie, c’è da scommettere che Lieberman passerà dalla cronaca alla titolazione. Non è lui il falco per eccellenza ?

Angelo Pezzana


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