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Manfred Gerstenfeld
Israele, ebrei & il mondo
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Lo sfruttamento della Shoah 23/04/2017

Lo sfruttamento della Shoah 
Commento di Manfred Gerstenfeld

(Traduzione di Angelo Pezzana)

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L'ingresso di Auschwitz

In un mondo sempre più caotico, l’abuso della Shoah e le sue conseguenze è continuato a crescere nell’ultimo anno. Paragoni moralmente ignobili con Auschwitz e Hitler, con i nazisti; le persecuzioni degli ebrei sono diventate così abituali a differenza di alcuni anni fa che scriverne in modo accurato non è più possibile. Questi paragoni sono un fenomeno di vera degenerazione, chi li usa lo fa per attrarre l’attenzione pubblica e per interesse personale. Lo si vede in modo particolare nel caso del paragone con Hitler. L’elezione a presidente di Trump ha aperto la strada a questi insulti: “Paragonarlo a Hitler è il massimo in quanto a odio”, è il titolo di un articolo di James Marshall Crotty, che scrive “questi paragoni sono grossolanamente irresponsabili”.

Un aggettivo che sottovaluta persino il vero contenuto. Il presidente del Messico, Enrique Pena Nieto, ha paragonato Trump prima che venisse eletto a Hitler e Mussolinji. Pochi mesi dopo affermò di averlo detto per ricordare quanto era avvenuto in passato. Due ex presidenti del Messico hanno anch’essi paragonato Trump a Hitler. Felipe Calderon, presidente dal 2006 al 2012, disse che Trump “sfruttava i sentimenti della gente come faceva Hitler: Prima di lui, fu Vicente Fox a dire alla CNN che Trump “gli ricordava Hitler”.

Durante la campagna elettorale per diventare candidato repubblicano alle presidenziali, il governatore dell’Ohio, John Kasich, pubblicò una pubblicità nella quale paragonava la retorica di Trump al nazismo. Se l’accusa a Trump di demonizzare musulmani e messicani come faceva Hitler con gli ebrei fosse vera, questi due gruppi avrebbero già perduto gran parte dei loro diritti civili. Un membro dell’ammistrazione Trump, il responsabile dell’Ufficio Stampa della Casa Bianca Sean Spicer, ha lanciato un altro paragone con Hitler affermando che il Presidente siriano Bashar Al Assad si era comportato peggio di Hitler usando le armi chimiche, cosa che Hitler, disse Spicer, non aveva mai fatto. Ignorava dunque l’uso massiccio dei gas nello sterminio degli ebrei nei campi di concentramento tedeschi. Più Tardi Spicer si scusò. Su Twitter, Trump ha paragonato l’intelligence americana ai nazisti: “ alle agenzie di intelligence non dovrebbe essere permesso diffondere false notizie per accattivarsi il pubblico. Come fanno quando vogliono colpire me. Viviamo dunque nella Germania nazista?” Il Presidente turco Tayyip Recep Erdogan è un considerevole diffusore di disinformazioni su Shoah e nazismo. Nel novembre 2016, dichiarò a una Tv israeliana che non sapeva decidere su chi era più barbaro, l’offensiva militare israeliana a Gaza oppure la Shoah. Ha poi insultato altri paesi, tra cui l’Olanda, suo alleato nella Nato,”avanzo di nazisti”.

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Anche la Germania, anch’essa suo alleato Nato, non sfuggiva al paragone con i nazisti. In marzo, il governo tedesco aveva bloccato un giro di comizi politici di ministri turchi prima del referendum che estendeva i poteri del presidente turco. Erdogan disse “ le vostre azioni non differiscono da quelle messe in atto nel passato”. Sull’Unione Europea, Erdogan ha detto:” Senza vergogna, ignorando le loro mani coperte di sangue e i loro cuori di pietra, ci paragonano con i nazisti. Se ci sono dei veri nazisti, questi siete voi”.Era una reazione al Ministro degli Esteri del Lussemburgo, Jean Asselborn, che aveva paragonato la repressione dei media turchi e dell’opposizione a quanto era avvenuto nella Germania nazista. L’abuso della Shoah e i falsi paragoni con il nazismo non sono passati inosservati all’attenzione degli artisti che l’hanno raffigurato come Hitler sui muri dell’ambasciata turca a Berlino. Ci sono poi falsi paragoni con le vittime del nazismo.

La Presidente brasiliana Dilma Roussef ha paragonato il tentativo di impeachment contro di lei per corruzione alla persecuzione degli ebrei. La Shoah è stata un programma complesso e sofisticato di sterminio industriale prima di tutto contro gli ebrei. Una frequente deformazione dell’abuso della Shoah è criticare un tema specifico per poi paragonarlo ai metodi nazisti. Lo stesso paragone è sbagliato, ma al di là di questo, includere i nazisti porta a una distorsione ancora più grande. Ecco un esempio di quanto disse Christina McKelvie, la porta parola del Partito Nazionale Scozzese per i Diritti Umani, a proposito del governo britannico che aveva richiesto alle aziende inglesi la lista dei lavoratori stranieri; questo le ricordava la politica nazista degli anni ’30. Un altra deputata dello stesso partito, Mhairi Black, scrisse un articolo nel quale paragonava la politica del Partito Conservatore sull’immigrazione a quella “della Germania nazista anni’30”. Dopo una visita a Auschwitz, Papa Francesco superò ogni limite quando disse che la crudeltà e la violenza nel mondo erano le stesse della Shoah: “Guardando la crudeltà dei campi di concentramento, ho pensato alla crudeltà contemporanea, che è simile, non perchè concentrata in questo solo luogo, ma in tutto il mondo”.

Un enorme esempio di come si può usare la Shoah come un mezzo per lanciare un messaggio, ignorando però il fatto che era un programma incentrato sullo sterminio, imparagonabile con la crudeltà contemporanea. La banalizzazione della Shoah è un tema ricorrente non solo fra la falsa equivalenza fatta propria dai leader e dai politici. Nel marzo 2017, ad Auschwitz undici persone nude massacrarono una pecora. Un guida disse che non erano chiari i motivi, dato che si trovavano proprio l’entrata sotto la scritta “Arbeit Macht Frei” nella città polacca di Oswiecim. Questo elenco di esempi è soltanto una piccola selezione di un argomento molto più vasto. Ciò che preoccupa maggiormente è il rapido sviluppo dei mezzi di comunicazione che paragonano la falsa morale della Shoah e degli elementi che la compongono.

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Manfred Gerstenfeld è "Emeritus Chairman of the Jerusalem Center for Public Affairs"
Ha ricevuto il "Lifetime Achievement Award by the Journal for the Study of Antisemitism" e l' " International Leadership Award" dal Simon Wiesenthal Center.
 Collabora regolarmente a Informazione Corretta.
.E' appena uscito il suo nuovo libro "The war of a million cuts" (in inglese). E' una analisi di come ebrei e Israele sono delegittimati e come farvi fronte, recensita alla pagina http://jcpa.org/book/the-war-of-a-million-cuts-the-struggle-against-the-delegitimization-of-israel-and-the-jews-and-the-growth-of-new-anti-semitism 


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