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Ugo Volli
Cartoline
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Lo status quo e il diritto alla pace e alla vita 19/07/2017
Lo status quo e il diritto alla pace e alla vita
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

A destra: metal detector installati all'ingresso della Spianata delle moschee/Monte del Tempio

Cari amici,

scusate se insisto, questo è il terzo articolo che dedico alla cosa, ma quasi nessuno nei giornali italiani ne parla, neppure nei siti e nei blog pro-Israele e invece si tratta di una faccenda estremente importante. Sto parlando del Monte del Tempio. Come sapete venerdì scorso vi è stato un attentato terroristico da parte di tre arabi di cittadinanza israeliana, appartenenti al clan principale della città di Umm al Fahm, il centro più importante del “triangolo” nel centro-nord di Israele, che qualcuno, per esempio Liberman, aveva proposto di scambiare con l’Autorità Palestinese in cambio degli insediamenti ebraici in Giudea e Samaria. Gli attentatori hanno ucciso due poliziotti drusi e ne hanno ferito un’altro. Fra l’altro fra Umm al Fahm, luogo piuttosto fanatizzato perché sede della Federazione islamica del Nord sciolta per terrorismo qualche anno fa, e Dalyat al-Carmel, la “capitale” dei drusi in Israele, corre poco più di una decina di chilometri e già vi sono state degli incidenti fra le due comunità. Anche se sono vicini etnicamente agli arabi, i drusi non sono solo fedeli a Israele, con una tradizione militare molto significativa che continua con posti di generale e di ministro dello stato di Israele. Sono anche fierissimi combattenti, che hanno tenuto duro, nal corso dei secoli, di fronte a nemici cento volte più numerosi.

Dopo l’attentato, come si fa in qualunque situazione del genere al mondo, Israele ha chiuso il sito e lo ha perquisito a fondo, ottenendo indizi del coinvolgimento dei “custodi” islamici dell’ente giordano Wafq, che sono responsabili delle moschee che vi hanno sede e trovando una notevole quantità di armi improprie. Dopo un tempo ragionevole (un giorno e mezzo), di nuovo in linea con gli standard internazionali, con quello che per esempio è accaduto all’aeroporto di Bruxelles dopo l’attentato, Israele ha riaperto il sito al culto musulmano e alle visite dei fedeli di altre religione e dei turisti. Ma naturalmente vi ha installato dei dispositivi di sicurezza per evitare il ripetersi di attentati e cioè telecamere sul piazzale e metal detector agli ingressi. I metal detector sono presenti in tutti gli aeroporti, in molte chiese e musei e ambasciate di tutto il mondo. A Gerusalemme vi sono sottoposti tutti i visitatori del Kotel (il Muro del Pianto) e anche coloro che ascendono al Monte senza essere fedeli islamici.Ecco qui alcune immagini che lo dimostrano: https://pbs.twimg.com/media/DFBe9rJWAAA8o5X.jpg Pensate che perfino i pellegrini che vanno alla Mecca devono passarvi attraverso. E’ quasi inutile dire che nessuno si diverte a mettere dei metal detector nei luoghi dove passa tanta gente. E’ noioso, si perde tempo, può dar fastidio. Ma sempre meglio, credo, che farsi ammazzare da un terrorista. Io, che ho quasi settant’anni, ricordo bene che da ragazzo volavo senza alcuna ispezione previa. Poi sono arrivati i dirottamenti, una delle poche invenzioni autenticamente “palestinesi”, e ora si perde il tempo a far la fila e non si può neanche portare in aereo una bottiglietta d’acqua. Ma, ripeto, sempre meglio di un mitra puntato addosso alla gente, com’è accaduto venerdì sul Monte del Tempio.

Ma i custodi del Wafq ne hanno rifiutato l’istallazione, dicendo che modificava lo “status quo”. L’idolatria dello “status quo” è una palattia tipicamente gerosolimitana. C’è uno status quo anche per decidere chi, fra le varie comunità cristiane ivi rappresentate, abbia il diritto a spazzare il pavimento nei vari angoli del Santo Sepolcro. Ed è lo status quo a fare del Monte del Tempio il solo luogo in cui non vige la libertà di religione: se io pensassi di raccogliermi in preghiera in una chiesa (non lo farei, perché la tradizione ebraica non lo consente) o se un cristiano lo facesse davanti al Muro del Pianto (com’è accaduto per tutti i papi che hanno visitato il luogo), nessuno obietterebbe. Ma se un ebreo o un cristiano sembra concentrarsi e pronunciare parole di preghiera sul Monte del Tempio, i guardiani del Wafq gli inveiscono contro, cercano di picchiarlo e lo fanno arrestate ai poliziotti israeliani. Gli stessi poliziotti che probabilmente hanno aiutato a uccidere venerdì.

Immagine correlata
Musulmani in preghiera davanti ai metal detector

Il fatto è che lo status quo è stato rotto venerdì dall’attentato, non domenica dalla riapertura (per cui sembra essersi speso addirittura il re dell’Arabia: http://www.israelhayom.com/site/newsletter_article.php?id=43941) con l’ istallazione dei metal detector, contro cui ora i guardiani del Wafq e il palestinisti locali stanno cercando loro di impedire ai fedeli musulmani di andare a pregare sul Monte e minacciano sfracelli (http://www.jpost.com/Arab-Israeli-Conflict/If-Temple-Mount-security-measures-remain-we-will-see-an-explosion-500055). E’ chiaro che da parte degli ammistratori delle moschee sul Monte del Tempio e dei palestinisti più fanatici è in corso una campagna per cercare di sfruttare contro Israele un attentato in cui sono stati probabilmente complici (http://www.jpost.com/Israel-News/Inside-the-campaign-to-exploit-recent-Jerusalem-terror-and-fan-a-new-round-of-violence-500027). Ed è chiaro che questa ignobile campagna, che scambia la vittima e l’assassino, non solo non ha avuto l’esito internazionale che si aspettava, ma non ha attizzato neppure tutti i disordini che i terroristi e i loro amici si aspettavano. C’è stata una folla, molto piccola (circa duecento persone a quanto pare) che hanno deciso di pregare fuori dagli ingressi del Monte (guardate qui la foto, molto buffa ai miei occhi,in cui sembra che adorino i metal detector http://www.thetower.org/oops-hamas-accidentally-admits-muslims-enjoy-complete-religious-freedom-in-jerusalem/), mentre altre centinaia ignoravano l’invito e pregavano all’interno (http://www.timesofisrael.com/despite-protests-hundreds-of-muslims-pray-on-temple-mount/). Ci sono stati dei visitatori che hanno potuto salire sul Monte senza essere infastiditi dai guardiani del Wafq e hanno addirittura detto una preghiera funebre sul posto dove sono stati uccisi i due poliziotti (http://elderofziyon.blogspot.com/2017/07/as-waqf-stays-away-jews-say-kaddish-on.html).

Insomma, lo status quo è davvero cambiato, si è anzi dimostrato che è possibile migliorare le cose nonostante lo status quo, proprio per via della solita masochistica intolleranza degli islamisti che non vogliono i metal detector intorno al monte del tempio, probabilmente perché credono che quello status quo comprenda il diritto di cercare di ammazzare ebrei, poliziotti, difensori dello stato di Israele. Peccato che in ogni ragionevole nozione di diritto e di religione non sia compreso l’omicidio. Adesso siamo di fronte a una prova di forza. Riusciranno gli islamisti, che minacciano di usare le armi, a scrollarsi di dosso ogni vincolo alla violenza? O riuscirà Israele a tener duro e a imporre sul monte quel che dovrebbe essere naturale, cioè la pace e il diritto, anche a costo di uno status quo che è stato abusato? Staremo a vedere. La prima prova di forza è prevista per venerdì, quando molte migliaia di musulmani sono abituati a venire sul Monte a pregare.

Immagine correlata
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