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Ugo Volli
Cartoline
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In una vicenda vergognosa, onore a chi si è opposto alla prepotenza 03/05/2017
In una vicenda vergognosa, onore a chi si è opposto alla prepotenza
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

A destra: Gerusalemme, capitale d'Israele

Cari amici,
come sapete proprio ieri, l’anniversario della proclamazione dello stato di Israele, è stato scelto dall’Unesco per votare la sua nuova risoluzione che condanna la presenza israeliana a Gerusalemme e dichiara “vuote e nulle” leggi, regolamenti e sentenze delle istituzioni israeliane sulla città, inclusa esplicitamente la “basic law” o legge fondamentale che proclama Gerusalemme unita capitale dello stato ebraico e protegge la libertà di culto e di accesso ai luoghi sacri per ogni religione (trovate qui la legge, molto bella nella sua asciutta brevità: https://www.knesset.gov.il/laws/special/eng/basic10_eng.htm
e qui il testo della risoluzione http://www.timesofisrael.com/full-text-of-may-2017-unesco-resolution-on-occupied-palestine/ .

Che cosa c’entri questo con un’istituzione che dovrebbe tutelare i beni culturali e che fa il suo mestiere proclamando “patrimonio dell’umanità” le Dolomiti, i Sassi di Matera , Porto Venere o il centro Storico di Roma (https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_patrimoni_dell%27umanit%C3%A0_in_Italia ; non certo a disfare le leggi politiche degli stati liberi come Israele.
La mozione, naturalmente è passata. Si aggiunge alle 22 e passa schermate della voce di Wikipedia che elenca le prese di posizione dell’Onu contro Israele (https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_the_UN_resolutions_concerning_Israel_and_Palestine ma non sono tutte, mancano gli organi specializzati come per l’appunto l’Unesco).
Ma in realtà è una vittoria, non una sconfitta, perché il voto è stato 22 a 10 con 23 astenuti e tre assenti, cioè su 58 hanno votato sì solo in 22. Che sono il solto blocco arabo e musulmano (Algeria, Bangladesh, Egitto, Iran, Libano, Malesia, Marocco, Mauritius, Nigeria, Oman, Pakistan, Qatar, Senegal, Sudan, Ciad) più i comunisti e i loro resti (Cina, Russia, Nicaragua, Vietnam), un pugno di stati del terzo mondo attaccati al vecchio schieramento “antimperialista” (Sudafrica, Brasile), cui si è aggiunta, per mostrare che è ormai completamente islamizzata, la Svezia.

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Si sono astenuti molti stati europei (Albania, Spagna, Francia, Estonia, Slovenia) che è una mezza ammissione di inaccettabilità della mozione; ma anche molti paesi del terzo mondo una volta automaticamente antisraeliani - e questo è un cambiamento molto significativo che va accreditato alla diplomazia del governo Netanyahu: Argentina, Camerun, Costa d’Avorio, Salvador, Ghana, Guinea, Haiti, India (una volta nemico di Israele, ora al centro di una nuova amicizia), Giappone, Kenia, Messico, Mozambico, Uganda, Corea del Sud, Repubblica Domenicana, St. Kitts, Sri Lanka, Trinidad.
Allo stesso livello degli astenuti vanno considerati i tre assenti. Nepal, Serbia, Turkmenistan. Fra l’altro va notato che alcuni di questi paesi quasi a favore di Israele sono stati molto aiutati dallo stato ebraico in occasione di recenti tragedie naturali, per esempio il Nepal e Haiti.

Viene quindi il gruppo del no, che non è più una pattuglietta insignificante: gli Stati Uniti, Gran Bretagna, Olanda, Grecia, Paraguay, Olanda, Togo, Ucraina (e questo è un successo personale di Netanyahu, che aveva duramente polemizzato dopo il voto contro Israele al Consiglio di Sicurezza dell’Onu), Germania (altro successo di Bibi, che non si è fatto intimidire e pochi giorni fa ha rifiutato di ricevere il suo ministro degli esteri, che aveva incontrato durante la visita in Israele le Ong non pacifiste, come hanno scritto i giornali, ma nemiche di Israele e delle sue forze armate).
E infine ha votato no anche l’Italia. (L’elenco si trova qui: https://pbs.twimg.com/media/C-0yUNRXcAIhf7Y.jpg ). Anzi, non infine. L’Italia ha annunciato ufficialmente per prima che avrebbe votato no e facendo questo ha scompaginato il fronte europeo capitanato dalla Germania che avrebbe voluto un collettivo e complice assenso ipocrita (cioè l’astensione) alla mossa dei paesi arabi.

Voglio rendere onore per questo al Ministro degli esteri Alfano, al primo ministro Gentiloni, al leader del Pd Renzi, che si erano impegnato a non ripetere più l’errore dell’astensione dell’anno scorso, e hanno mantenuto la promessa, nonostante le ben immaginabili pressione europee. Ne dubitavo, come testimonia il titolo della cartolina di qualche giorno fa (“Manterranno la promessa?” http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=&sez=280&id=66189 ).
Sono felice per una volta di essermi sbagliato e sono fiero di avere un governo che sa prendersi le proprie reponsabilità.

Vorrei cogliere l’occasione per notare che il mondo ebraico italiano e in particolare l’Ucei si è battuto per questo risultato. Ci eravamo abituati purtroppo a un altro stile, molto meno impegnato su questo campo. La nuova presidente Noemi di Segni non ha paura di dire quel che pensa e che pensa la grande maggioranza degli ebrei italiani. Voglio rendere onore qui anche al suo impegno e ringraziarla personalmente. In una vicenda che comunque è vergognosa, l’atteggiamento dell’Italia, il risultato complessivo meno squilibrato del previsto e anche questo impegno ebraico rendono la medicina amara da ingoiare quasi dolce.

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