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Ugo Volli
Cartoline
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Manterranno la promessa? 30/04/2017
Manterranno la promessa?
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

A destra: Gerusalemme, capitale di Israele

Cari amici,

ci risiamo. Martedì, che per puro caso è anche il giorno in cui si festeggia il sessantanovesimo anniversario dell'indipendenza di Israele, il consiglio dell'Unesco ha programmato il voto di un'ennesima mozione in cui si dichiara che Israele non ha nessun rapporto con Gerusalemme, che la sua “occupazione” della città è “null and void”, “nulla e vuota” come si esprime pittorescamente il linguaggio pseudo-giuridico delle organizzazioni internazionali e altrettanto “nulla e vuota” è qualunque decisione abbiano preso su Gerusalemme gli organismi politici israeliani, parlamento, governo, corte suprema, incluse naturalmente le multe per divieto di sosta emanate dai vigili urbani. Che autorità abbia un'organizzazione che dovrebbe occuparsi di cultura sulle multe e se per qullo sulle sentenze della corte suprema e sulle leggi votate dal parlamento di uno stato sovrano, lascio a voi di giudicare.

Quel che significativamente è cambiato in questa mozione è l'oggetto. Si tralascia questa volta di parlare del Monte del Tempio per proclamarlo privo di relazioni col popolo ebraico (e di conseguenza anche col cristianesimo, visto che i vangeli raccontano di Gesù in visita al Tempio di Gerusalemme che per esempio giudica un'adultera o rovescia i banchi dei cambiavalute), e musulmano “da sempre”. Forse questa abbagliante verità di una moschea di Gerusalemme istituita sedici secoli prima della nascita di Maometto appare ai signori dell'Unesco ormai così ben stabilita e confermata da non meritare la fatica di tornarci sopra. La novità è invece che la mozione non distingue più fra Gerusalemme “Est” (che sarebbe quella araba, anche se anche nei tempi della dominazione turca c'era un “quartiere ebraico” nella Città Vecchia che secondo la bizzarra geografia dell'Onu sarebbe “Est” e da metà dell'Ottocento almeno c'era un villaggio di ebrei sopra i resti archeologici della “Città di Davide” che sarebbe “Est” pure lei. Nella mozione dell'Unesco, proposta dall'Autorità Palestinese con l'appoggio degli stati arabi, anche “l'Ovest”, cioè la sede dei ministeri, della presidenza dello Stato, del primo ministro, della corte suprema, del museo d'Israele, di Yad Vashem ecc. ecc. è territorio occupato che va immediatamente “restituito” ai poveri palestinesi.

Il fatto è che “l'Ovest” sta dentro ai confini del cessate il fuoco del '49 (quello che la “Comunità internazionale”, ignorante di storia come di geografia, chiama “confini del '67”. E dunque la pretesa di una “restituzione” mostra ancora una volta, ma in maniera ufficiale e spudorata, che i palestinisti mentono quando dicono di voler “recuperare” i “confini del '67”; in realtà il loro appetito riguarda tutto il territorio dello Stato di Israele, come del resto indicano i loro stemmi e bandiere, dichiarano i loro libri di scuola e i loro media. Se aggiungete a questo appetito la scelta, spesso pubblicamente dichiarata tanto da Abbas quanto da Hamas di non voler sopportare un solo ebreo nel loro futuro stato, è facile vedere che ciò cui puntano è un progetto genocida.

Si potrebbe dire, e con qualche ragione, che le mozioni dell'Unesco non valgono la carta su cui sono scritte, che le organizzazioni dell'Onu emettono contro Israele tanti proclami da fare sembrare modesti e poco ripetitivi i bandi spagnoli di cui parla Manzoni. Ma certamente essi fanno precedente e danno argomenti non solo alla propaganda antiisraeliana e antisemita, ma anche alle politiche contro Israele perseguite per esempio dall'Unione Europea. Per cui vanno combattuti e denunciati, anche se non sono affatto operativi, per il momento. Come andava denunciata la propaganda antisemita durante l'Ottocento e il primo Novecento (in cui fra l'altro primeggiavano ambienti cattolici), anche se non era ancora arrivato Hitler.

Per questa ragione a noi italiani incombe l'obbligo di controllare quel ch farà il governo italiano. La volta scorsa l'Italia si astenne e Renzi disse che era stato un errore “allucinante” e Gentiloni e Alfano suo ministro degli esteri promisero che non si sarebbe più ripetuto niente del genere. Manterranno la promessa?

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