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Ugo Volli
Cartoline
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Speriamo che vinca 14/03/2017
Speriamo che vinca
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

A destra: Geert Wilders

Cari amici,

ieri ho letto sull’editoriale di apertura del più importante e diffuso quotidiano italiano, il glorioso “Corriere della Sera”, un appello alla mobilitazione per la difesa di un paese fratello, intitolato “Non possiamo perdere l’Olanda”. A parte che forse ci sono dei paesi più in pericolo, che dovremmo preoccuparci di non abbandonare ai pericoli che li assediano, per esempio Israele, in linea di massima di fronte a quel titolo, mi sono trovato d’accordo. Mi sembra ovvio, bisogna difendere l’Olanda dai volgari attacchi (“nazisti!” http://www.huffingtonpost.it/2017/03/12/olanda-turchia-erdogan-bandiera_n_15312858.html) e dalle minacce (“non la passeranno liscia!” http://www.lastampa.it/2017/03/12/esteri/il-premier-turco-erdogan-lolanda-pagher-il-prezzo-per-il-comportamento-vergognoso-g8JjcrNEUM6CHzIVrBFt5J/pagina.html) formulati dall’aspirante dittatore della Turchia, Tarcip Erdogan, che in verità ha già minacciato senza troppi risultati Ungheria e Germania (oltre a suo tempo Israele, Armenia, Grecia, Cipro, Russia...) e non sembra proprio capace di imitare l’impalatore Solimano il magnifico, che sembra il suo modello ideale. Forse non è proprio un tema pressante, sono insulti che segnalano impotenza. Ma comunque, un po’ di solidarietà ai solidi olandesi di fronte all’isteria dell’aspirante sultano non fa certo male.

E invece no. Perché per cambiare idea basta guardare l’illustrazione o leggere le prime righe dell’articolo firmato da Aldo Cazzullo (http://www.corriere.it/opinioni/17_marzo_12/non-possiamo-perdere-l-olanda-77828ada-0693-11e7-8fe9-ed973c8b5d6a.shtml), che è un po’ il Figaro del Corriere attuale, un ottimo “tutti mi chiamano, tutti mi cercano”, intervistatore di eccellenza, editorialista di cose importanti, titolare della rubrica delle lettere o se volete postino capo ben migliore del suo predecessore, oltre che autore di numerosi volumi di successo. Non è da Erdogan o dal terrorismo che Cazzullo vuole difendere l’Olanda, ma da Geert Wilders. Già, perché domani ad Amsterdam e dintorni si vota per il parlamento e il partito liberale di Wilders è il favorito. Non potrà avere la maggioranza, perché la legge elettorale olandese è proporzionale è l’elettorato abituato a dividersi moltissimo, tanto che alle elezioni partecipano una ventina di formazioni, di cui la metà rischiano di avere seggi. Forse non riuscirà nemmeno a essere il primo partito, come sembrava destinato fino a qualche giorno fa: gli ultimi sondaggi lo retrocedono al secondo, dopo il partito conservatore al governo che ha fiutato il vento e ha imitato molte delle sue posizioni. Ma certamente sarà il vincitore, perché i tradizionali partiti di governo (socialisti e conservatori) sono in caduta libera e invece si prevede che il suo partito liberale più o meno raddoppierà i voti.

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Normalmente a Wilders attaccano l’etichetta dello xenofobo, razzista, reazionario. Non lo è. E’ un liberale, difensore della libertà economica politica e sociale. Non è omofobo né reazionario, non è nemico degli stranieri (tant’è vero che è stato lui a volere nella rappresentanza parlamentare del suo partito la femminista somala Ayaan Hirsi Ali, odiata dagli islamisti per la sua rivendicazione di libertà delle donne). E’ però contrario all’immigrazione selvaggia, si oppone all’Islam che giustamente considera non una razza né una normale religione, ma una ideologia politica oppressiva ed estremamente aggressiva. Ed è contrario all’Unione Europea e alla sua burocrazia che a ragione considera priva di legittimazione politica. I tre temi si incrociano, perché l’immigrazione selvaggia che rischia di scalzare la cultura europea è quella islamica, non altre che si integrano più facilmente come quelle provenienti dall’Europa Orientale, dall’India o dalle Filippine; perché l’aggressività dell’Islam si impone oggi in intere zone dell’Europa proprio grazie al numero degli immigrati e perché la burocrazia di Bruxelles, senza avere avuto alcuna legittimazione elettorale su questo argomento, ha deciso a freddo di cambiare l’Europa con l’”accoglienza” di immigrati che non hanno alcun titolo legale di insediarsi in Olanda (e nemmeno in Italia), usando la guerra civile siriana come pretesto. E’ un esempio del danno che provoca la cessione della sovranità a un corpo burocratico transnazionale che non deve rispondere all’elettorato di alcun paese.

Cazzullo difende questa Unione Europea euraraba, e dunque questa “accoglienza” questo Islam. Ma non voglio qui polemizzare con le sue idee, che trovate espresse in forma molto civile e garbata nell’articolo che vi ho citato. Quel che voglio dirvi è che spero che Wilders vinca, che lo considero il miglior leader di tutti i movimenti che si oppongono all’attuale direzione europea (i cosiddetti populisti). Wilders è amico di Israele, una parte essenziale della sua formazione si è svolta lavorando in un kibbutz da ragazzo. E’ amico dell’America, si considera un europeo nel senso culturale del termine, non presenta rivendicazioni territoriali, non è un nazionalista nel senso aggressivo del termine. E’ però un difensore senza compromessi della libertà che l’Europa e in particolare il suo paese ha sviluppato nella storia, che non vuole sottomettersi a un nuovo nazismo o a un nuovo comunismo, a quell’oppressione che l’Islam porta sempre dove si afferma. Spero che vinca e che riesca a formare un governo (il che è difficile, perché in questo caso come sempre quando una vecchia élite è superata dalla storia (per esempio nel caso di Trump) vi è da parte delle forze dominanti un tentativo di isolarlo, dato che non possono sconfiggerlo. Ma sono mezzucci e alla fine la volontà dell’elettorato prevale. Se Wilders ci riuscisse, sarebbe certamente un brutto colpo per “il mostro buono” come Enzesberger ha chiamato la burocrazia europea. E anche questa sarebbe un’ottima notizia, come lo è stata la Brexit e l’elezione di Trump. Non ci resta che sperare e magari trovare anche in Italia una leadership sicuramente democratica e lucida come Wilders nella lotta contro Eurabia.

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Ugo Volli


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